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Patrizio Alagna Florio armatore dello schifazzo centenario

altPatrizio Alagna Florio armatore dello schifazzo centenario MIZAR.

La barca fu acquistata, dal dottore Florio Alagna di Marsala, per quattrocentomila lire affondata nel porto di Trapani.
Venne riempita di bidoni per farla galleggiare e poi rimorchiata al porto di Marsala ove il maestro d'ascia Laureato, constatato che chiglia, paramezzale, dritto di prua, dritto di poppa, ordinate, trincarino e bagli, tutti in rovere, erano perfettamente conservati, ricostruì il fasciame e l'opera morta.

 

Per esigenze da diporto l'armatore fece anche costruire una cabina e una timoneria coperta nonché trasformò l'armatura velica in una più “moderna”, accorciando di un metro il bompresso e montando un albero in alluminio, due fiocchi e una randa bomata.
Nei primi degli anni novanta a causa del maltempo, la barca andò a sbattere contro il pontile nello Stagnone, ciò provocò una falla e l'allagamento della stiva, per cui la barca si adagiò sul bassofondo che in quel tratto era poco più di un metro. Rimase così semi sommersa.
Al recupero provvide Mastro Michele, Maestro d'ascia del Cantiere Da.Ro.Mar.Ci. di Trapani, nel cui cantiere venne completamente rifatta la chiodatura del fasciame.
L'anno 2000, col passaggio della campana dall'armatore al figlio Patrizio Florio Alagna, ha visto iniziare l'opera di restauro della barca, a cura del maestro d'ascia Vito Bonanno, dell'omonimo cantiere marsalese, con un intervento che mira a ripristinare le caratteristiche originarie degli schifazzi, sia per le sovrastrutture sia per la propulsione velica.
Primo intervento è stato quello di eliminare la timoneria coperta e ricostruire il timone a barra su modello dell'originale che è custodito nella villa residenziale della famiglia Alagna, in contrada Spagnola, dove si trovavano anche l'albero maestro e l'antenna originali. Viste le sue buone condizioni, l'albero maestro è stato completamente restaurato e ha ripreso il suo posto, mentre l'antenna, ormai inutilizzabile, è stata completamente ricostruita.
Il bompresso, rotto dall' urto di una imbarcazione in difficoltà di manovra, mentre lo schifazzo era ormeggiato al porticciolo turistico di Marsala, è stato sostituito riportandolo alla lunghezza originale di 5 metri.

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Contemporaneamente è stato rifatto il calafataggio dell'opera viva ed è stata sostituita una parte del trincarino di prua di dritta, danneggiata dalle infiltrazioni e dell'umidità.
L'officina meccanica MeCoMer di Mazara del Vallo ha provveduto a sbarcare il motore, provvedendo a una profonda e completa revisione dello stesso, con sostituzione di tutte le componenti usurate e mantenendo in pratica solo il blocco motore e la testata, nonché l'invertitore. Lo sbarco del motore ha consentito una profonda pulizia di tutta la stiva che è stata completamente svuotata anche dell'impiantistica, scrostata e riverniciata anche nei punti di più difficile accesso. Inoltre si è provveduto al rifacimento completo dell'impianto elettrico e idraulico, alla sostituzione dei serbatoi di acqua e gasolio e all'installazione di un gruppo elettrogeno e di ulteriori batterie per i servizi.
Il maestro velaio Nicola Lombardo di Trapani ha cucito i due fiocchi e la vela latina maestra secondo i disegni originali che prevedono una latina con il “piruzzo”, ovvero con la parte anteriore tagliata verticalmente. Tutti i bozzelli e lo “sciunco”, ovvero il paranco che si occupa di sollevare l'antenna sull'albero maestro, sono stati costruiti in rovere personalmente dall'armatore. Mentre le bigotte e le caviglie sono state fatte dal meccanico navale Bernardo Manzo di Marsala, che si è occupato anche dell'impianto idraulico di bordo. Rimossa completamente la battagliola in acciaio, devono essere ricostruite la falchette di prua e di poppa. Attualmente sono costruzione l'argano di prua in rovere, la coperta, rifatta in cedro massello dello spessore di cinque centimetri e lo spigone a poppa, sempre in cedro, che fungerà anche da base per la passerellascala reale. Lo spigone è necessario per l'installazione di un albero di mezzana a poppavia, pure esso armato di vela latina e relativa antenna.
altSuccessivamente sarà eliminata l'attuale cabina, sostituendola con un boccaporto, come in origine, ma con la possibilità di sollevamento parziale con dei laterali finestrati per ottenere nella stiva l'illuminazione e la ventilazione, ma specialmente “l'altezza d'uomo” invece dei 130 centimetri altrimenti disponibili per potere sistemare le cuccette e i servizi di bordo per un utilizzo diportistico. Il tutto in modo da lasciare intatto l'aspetto originale dello schifazzo senza dovere rinunciare a quelle comodità cui oggi non riusciamo più a fare a meno. Parimenti tutta la strumentazione di governo (comandi, autopilota, gps, radio e quant'altro) sarà montata in modo da non essere visibile, al di sotto del boccaporto di poppa. Infine si provvederà a eliminare e sostituire tutte quelle parti non coeve alla data di costruzione dell'imbarcazione.

 

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